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Il supporto al Responsabile per la Transizione al Digitale

Supporto al Responsabile per la Transizione al Digitale

Il Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD) è un professionista che ricopre un ruolo dirigenziale all’interno di una Pubblica Amministrazione con il compito e l’obiettivo di innovare e sviluppare i servizi tecnologici pubblici per renderli più fruibili ai cittadini. Ovviamente questa è solo una "piccola definizione" che racchiude una moltitudine di attività basate su coordinamento, progettazione, promozione, sviluppo, pianificazione, accessibilità, cooperazione, etc. tutte nel campo dell’informatica e del digitale.

Tale figura è obbligatoria, come descritto nell’art. 17 del Codice dell’Amministrazione Digitale e va registrata presso l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Per chi lavora nella PA sicuramente avrà sentito nominare questa figura e senza entrare nel dettaglio dei ruoli e compiti che vengono approfonditi sui collegamenti (link) di questo testo, si vuole porre una particolare attenzione alle criticità che le Amministrazioni Pubbliche hanno nell’individuazione dei servizi che potrebbero essere utili ai cittadini ed alla corretta stesura di un Piano Triennale che sia realmente fruibile alla collettività, valutando budget e funzionalità di ciascun ente.

In una analisi eseguita dalla Commissione Parlamentare della Camera dei Deputati del 26/10/2017 erano già emerse le prime criticità riguardanti le competenze che un Responsabile per la Transizione al Digitale dovrebbe avere e sono stati individuati alcuni aspetti importanti sul background formativo e professionale:

  1. iscrizione all’ordine degli ingegneri informatici;
  2. laurea in informatica o equivalenti;
  3. esperienza almeno quinquennale nel settore privato nel campo dell’ICT;
  4. esperienza almeno quinquennale nel settore pubblico nel campo dell’ICT;

Purtroppo molte PA tra cui i piccoli comuni sono costituite da personale che non dispone di competenze specifiche in informatica ed innovazione e si sono ritrovate a fronteggiare la nomina del RTD con persone non in linea con i requisiti sopra esposti. Nasce quindi l’esigenza di creare un ufficio fisico o virtuale che fa capo al Responsabile per la Transizione al Digitale, che a sua volta può essere coadiuvato anche da un supporto tecnico informatico esterno.

L’ufficio composto da diverse persone ha il compito supportare il responsabile nella realizzazione di tutte le attività prefissate.

Il professionista RTD deve essere interno alla Pubblica Amministrazione e quindi non è possibile nominarne uno esternamente. Un primo aiuto può arrivare dalla cooperazione, infatti considerando la natura della maggior parte delle PA italiane, secondo l’art. 17 comma 1-septies i soggetti possono esercitare le funzioni anche in forma associata e quindi i piccoli enti possono raggrupparsi creando un unico ufficio RTD.

Ma non solo! E’ possibile ricorrere anche a consulenti informatici esterni come vedremo di seguito, che ovviamente non sono nominabili come RTD, ma che possono essere di notevole supporto su molte attività di pianificazione e progettazione.


Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione

Lo scopo di questa pianificazione è quella di identificare le possibili evoluzioni tecnologiche per la singola PA e redigere un cronoprogramma delle attività con sviluppo puntuale che supporti l’integrazione di soluzioni atte a migliorare e rendere più sicuri e fruibili i servizi erogati ai cittadini.

Considerando la natura del singolo ente ed il budget annuale si ha l’obiettivo di redigere una pianificazione basandosi su aspetti economici ed attuativi, con l’opportunità di utilizzare bandi italiani ed europei per l’innovazione tecnologica, così da ridurre l’impatto nel bilancio della Pubblica Amministrazione.

La strategia del Piano Triennale 2020-2022 prevede di:

  1. Favorire lo sviluppo di una società digitale, dove i servizi mettono al centro i cittadini e le imprese, attraverso la digitalizzazione della pubblica amministrazione che costituisce il motore di sviluppo per tutto il Paese;
  2. Promuovere lo sviluppo sostenibile, etico ed inclusivo, attraverso l’innovazione e la digitalizzazione al servizio delle persone, delle comunità e dei territori, nel rispetto della sostenibilità ambientale;
  3. Contribuire alla diffusione delle nuove tecnologie digitali nel tessuto produttivo italiano, incentivando la standardizzazione, l’innovazione e la sperimentazione nell’ambito dei servizi pubblici;

Il Piano è strutturato in 9 capitoli, di cui i primi sei approfondiscono le componenti tecnologiche: servizi, dati, piattaforme, infrastrutture, interoperabilità e sicurezza ed i tre capitoli finali delineano gli strumenti di governance che nel prossimo triennio saranno messi in campo anche per avviare azioni in coerenza con la "Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese 2025".

Senza entrare nel merito dei 9 capitoli è facile immaginare la complessità e la soggettività di ogni struttura organizzativa ed informatica di ciascun ente e l’importanza di programmare un Piano che tenga conto delle effettive necessità di ogni pubblica amministrazione. Per questo motivo molte PA, specie le più piccole hanno necessità di un supporto al Responsabile per la Transizione al Digitale.


Lo Studio Tarantelli come supporto al RTD

Lo Studio Tarantelli è già stato incaricato come consulente informatico a supporto di un RTD ed ovviamente non sostituisce il Responsabile per la Transizione al Digitale, bensì lo coadiuva per una migliore pianificazione e progettazione consapevole e proficua per l’ente. Inoltre in riferimento ai requisiti tecnici sopra indicati, Mirko Tarantelli è laureato in ingegneria delle telecomunicazioni, è iscritto all’Albo degli Ingegneri del settore informatico, ha esperienza ultra-decennale nel campo ICT sia in ambito privato che pubblico.

Quale è il principale "scoglio" che incontrano le PA nell’innovazione? Il più grande problema che le amministrazioni pubbliche lamentano è quello di avere dei budget sottodimensionati alle reali esigenze di sviluppo, ma molte di queste non considerano che sono presenti numerosi Bandi nazionali ed europei che possono aiutare l’ente verso un’innovazione con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, puntando verso la transizione ecologica oltre che digitale.

Lo Studio Tarantelli è composto da un team multidisciplinare sia in ambito informatico che legale, al fine di eseguire un corretto approccio non solo tecnico ma anche giuridico sulle norme inerenti alla Privacy e GDPR compliant, nonché sui Bandi. Il team supporta le singole Amministrazioni Pubbliche e gli RTD a redigere i piani triennali, a valutare gli impatti economici e formare il personale sia a livello informatico che sulla Privacy, con l'obiettivo di un uso consapevole delle tecnologie.

Le infrastrutture digitali che ogni PA dovrebbe innovare sono molteplici e si parte dalla dematerializzazione del cartaceo, alla qualità, sicurezza ed accessibilità del sito web, all’utilizzo dei Big Data, al backup e sicurezza dei dati (cyber security e business continuity), al maggior uso ed integrazioni mediante software open source e piattaforme come SPID, CIE o CNS, etc.

Avere un team di consulenti che possa aiutare le PA ed i Responsabili in questo processo di transizione è importantissimo per utilizzare le giuste risorse e muovere i giusti passi verso l’evoluzione tecnologica e digitale.

Inoltre lo Studio Tarantelli è presente anche sul MePA in diverse categorie, tra cui quelle per il supporto specialistico e la nuova dedicata agli ingegneri del settore informatico e telecomunicazioni. Pertanto è possibile richiedere anche una consulenza con i relativi servizi annessi direttamente su questa piattaforma, nata per mettere in collegamento la PA con le imprese ed i professionisti.