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Collaudo e certificazione di un cablaggio strutturato

certificazione e collaudo di un cablaggio strutturato

Il cablaggio strutturato come tutti gli impianti richiede un collaudo ed una certificazione per verificare non solo i parametri di trasmissione che devono essere corrispondenti a quanto indicato nelle norme EN 50173 e ISO/IEC 11801, ma anche che l’installazione sia fatta a regola d’arte.

Abbiamo già parlato in questo sito web dell’importanza del cablaggio strutturato e delle sue imprescindibili funzionalità, ma realizzare un mero canale trasmissivo, utilizzando i componenti conformi alle rispettive normative, è condizione necessaria ma non sufficiente, per garantire il rispetto delle prestazioni trasmissive nominali del canale reale.

Per questo motivo si fa riferimento anche a norme specifiche quali EN 50174-2 e ISO/IEC 14763-2.

La certificazione così come indicata nella norma CEI 306-10 ha il compito di verificare eventuali errori commessi durante l’installazione e di risolverli prima che l’impianto sia messo in funzione e risulti operativo.

La verifica strumentale va fatta dell’intero cablaggio strutturato, sia dei cavi in rame che di quelli in fibra ottica.

Il rapporto di verifica permette di:

  1. dimostrare che l’impianto rispetta le sue prestazioni nominali;
  2. assolvere un vincolo contrattuale (garanzia di funzionalità e corrispondenza dei parametri tecnici);
  3. garantire l’impianto fornito nel tempo (secondo le condizioni contrattuali di garanzia).

La verifica prevede i seguenti controlli:

  1. visivo;
  2. elettrico statico per il rame e correttezza della connettività per quelli ottici;
  3. parametri di trasmissione.

Le prime due verifiche devono essere eseguite da personale di alta competenza tecnica ed esperienza, per rilevare eventuali problematiche sorte e non risolte durante l’installazione, specialmente in presenza di grandi impianti.

Diversa è la verifica dei parametri di trasmissione che affrontiamo di seguito e che necessita di opportuna strumentazione dedicata e di eventuale verifica qualora i valori siano fuori norma.


Verifica dei parametri di trasmissione

certificatore per cavi in rame e fibra ottica

Lo strumento certificatore che è diverso per i cavi in rame o in fibra ottica verifica i parametri di trasmissione.

E’ costituito da una unità trasmittente ed una ricevente collegate alle estremità del collegamento da verificare, in maniera da scambiarsi dei segnali di prova che permettono di elaborare i valori di tutti i parametri trasmissivi richiesti dalle norme EN 50173, ISO/IEC 11801, TIA/EIA 568C.

La misura viene eseguita per la verifica di tutti i parametri nella gamma di frequenza di interesse e di confrontarle con i corrispondenti limiti.

Tale verifica è strettamente legata alla tipologia di cavi utilizzato esempio cat. 6e per il rame.

Se il risultato è positivo, vuol dire che la misurazione è andata a buon fine, mentre se vengono riportati degli errori occorre eseguire una indagine tecnica per la risoluzione.

Le misurazioni mostrano alcune caratteristiche tecniche come il NEXT, attenuazione, return loss, ACR, etc.

E’ importantissimo eseguire la calibrazione periodica degli strumenti di misurazione, così come indicato nelle suddette norme, perché altrimenti i risultati potrebbero essere non corretti. Tale attività viene svolta da aziende specializzate.


Documentazione da rilasciare nel collaudo

La documentazione rilasciata dell'installatore comprende:

  1. Dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08;
  2. Rapporto di verifica (certificazione dei singoli punti presa).

Il primo documento redatto dal Responsabile tecnico dell'impresa installatrice contiene la dichiarazione che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte sia ai fini della sicurezza che della funzionalità.

Il secondo viene creato al termine della prova strumentale ed è richiamato dagli artt. 6 e 7 D.M. 37/08:

  1. Art. 6: "Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell'UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'Unione europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell'arte."
  2. Art. 7: "Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell'impianto, l'impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme… ".

Le verifiche previste e le prove di funzionalità nella normativa vigente per un impianto di cablaggio strutturato sono disciplinate dalle norme CEI EN 50346/A1/A2 (Prove del cablaggio installato) e CEI EN 61935-1 (Prove relative al cablaggio bilanciato per telecomunicazioni conformi alla serie EN 50173). Solo con questa verifica si ha la certezza che un impianto è realizzato a regola d'arte.

Quindi occorre eseguire sempre tali prove strumentali con apposita apparecchiatura, che ovviamente deve essere tarata periodicamente. Solo con l'esito positivo di tutti i cavi si può dire che l'impianto rispetta i parametri e le funzionalità previsti dall'impianto e quindi è possibile eseguire la certificazione ai sensi D.M. 37/08. Di norma la copia dei risultati del test di certificazione viene allegata alla 37/08.

Secondo il DM 37/08, la documentazione tecnica di un impianto elettronico deve comprendere anche il progetto redatto da un professionista iscritto all'albo professionale come un ingegnere o nei casi previsti redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice. In questo sito abbiamo già descritto quando è necessario rivolgersi ad un professionista per il progetto di un impianto elettrico o elettronico.

La documentazione finale è corrispondente a quella esecutiva con incluse le varianti eseguite in corso d'opera, che deve contenere:

  1. indicazioni planimetriche dell’infrastruttura che dovrà ospitare il sistema di cablaggio strutturato;
  2. la definizione dei materiali che costituiscono l’infrastruttura;
  3. lo schema delle connessioni;
  4. le caratteristiche trasmissive e meccaniche dei componenti passivi del cablaggio;
  5. l’etichettatura delle varie parti, che permetta di identificare univocamente tutti i componenti del cablaggio (cavi, terminazioni, ma anche scatole di derivazione, etc.);
  6. le prescrizioni di sicurezza previste dalla normativa vigente;
  7. le dimensioni e la descrizione degli armadi di distribuzione;
  8. schema della composizione e il posizionamento delle parti passive e attive negli armadi di distribuzione;
  9. raggi minimi di curvatura dei condotti;
  10. la compatibilità con la presenza di altri impianti;
  11. indicazioni per l’inserimento di scatole rompitratta per consentire il rispetto della massima forza di trazione dei cavi durante la posa;
  12. elenco delle normative applicabili a quel tipo di infrastruttura.

La qualità di un impianto

Come sopra accennato non basta solo avere materiali di prima qualità per avere un impianto che funzioni correttamente, ma è necessario che la progettazione, l’installazione e l’esperienza degli installatori siano al top per sfruttare velocità di trasmissioni e frequenze sempre più elevate.

Per chi non ne fosse a conoscenza il cablaggio strutturato è obbligatorio dal 1 luglio 2015 secondo l’Art. 135 bis della legge 164/2014 nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni profonde.

In ultimo si vuole comunicare che con l'introduzione del Decreto del 29/09/2022 n. 192, dal 28/12/2022 sono entrate in vigore le modifiche al D.M. del 22 gennaio 2008, n. 37, la "famosa" dichiarazione di conformità che la ditta installatrice è tenuta a redigere al termine della realizzazione di un impianto elettronico come il cablaggio strutturato. Queste modifiche sono fondamentali per la richiesta dell'agibilità.


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Ultima Release: 26-09-2023

Autore: Mirko Tarantelli - ingegnere delle telecomunicazioni, consulente informatico e SEO - Data Scientist

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