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Documento di identità e firma digitale

In molti bandi, domande online, autocertificazioni e pratiche burocratiche specie con le pubbliche amministrazioni, è quasi sempre richiesto contestualmente alla sottoscrizione della domanda l'invio del proprio documento di identità. Quali sono i rischi informatici connessi alla trasmissione del proprio documento d'identità e come è possibile ovviare a detto invio?
In questo articolo analizzeremo le criticità connesse a tale prassi e i rimedi attuabili per ridurre i rischi informatici che ne derivano, per minimizzare la circolazione dei propri dati e limitare i rischi di un possibile furto della propria identità.
I rischi informatici del furto di documenti di identità
In un mio precedente recente articolo dedicato agli hotel che sovente scansionano e memorizzano i documenti di identità degli occupanti degli alloggi o camere, ho evidenziato il rischio che incorre nel caso in cui i PC vengano violati da malware o software malevoli. Per i malviventi avere i documenti di identità di migliaia di persone rappresenta un bottino utilissimo per commettere crimini informatici o, perlomeno, per vendere banche dati sul dark web.
Con l'invio di email a cui sono allegate copie di documenti di identità si corre un duplice rischio consistente nella presenza del documento sia nella casella di posta elettronica del mittente che quella del destinatario, oltre al salvataggio (locale o in cloud) da parte dell'ente che ha richiesto la verifica dell'identità di chi ha trasmesso una richiesta. Il rischio informatico è pertanto molto alto per la possibile vulnerabilità delle caselle di posta elettronica e la conservazione di detti documenti all'interno di memorie locali o cloud.
E' possibile tuttavia ovviare all'invio del proprio documento di identità grazie all'utilizzo della firma digitale.
E' auspicabile che tutti gli enti, sia pubblici che privati, digitalizzino le richieste e le pratiche il cui inoltro rendono disponibile online sui propri siti web, per offrire all'utente l'utilizzo di questa tipologia di firma, ormai utilizzabile da tutti, stante l'esiguità del suo costo e la facilità nell'ottenerla. Per ogni pratica online l'utente che dispone di firma digitale è infatti esonerato dal dovere stampare il documento, firmarlo e scansionarlo e trasmettere la copia del proprio documento d'identità.
E' opportuno ricordare che l'apposizione della firma autografa come immagine su un documento determina l'ulteriore rischio che venga copiata da chiunque ed inserita in altro documento per perfezionare un contratto fraudolento.
Firma digitale e normativa
Apponendo la firma digitale su un documento è possibile ovviare all'invio del proprio documento di identità. Una possibile specifica da inserire nella domanda da sottoscrivere, utile a ribadire il perché non si invia copia PDF del documento identificativo è la seguente: "Si omette di allegare copia del proprio documento di identità in quanto trattasi di istanza informatica sottoscritta digitalmente ai sensi e per gli effetti dell'art. 65 comma 1 lett. a) del DL n.82 del 07/03/2005 (CAD) e dell'art. 38 comma 2 del DPR 445/2000".
In particolare, l'art. 65 del DL 82/2005 al comma 1 lettera a, stabilisce che le istanze e le dichiarazioni presentate per via telematica alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici sono valide "se sottoscritte mediante una delle forme di cui all'articolo 20”, ovvero “…quando vi è apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata, etc…"
L'art. 38 comma 2 del DPR 445/2000 nell'elencare le modalità di invio e sottoscrizione delle istanze stabilisce che "Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica, (ivi comprese le domande per la partecipazione a selezioni e concorsi per l'assunzione, a qualsiasi titolo, in tutte le pubbliche amministrazioni, o per l'iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti presso le pubbliche amministrazioni,) sono valide se effettuate secondo quanto previsto dall'articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82".
Conclusioni
La tecnologia e la digitalizzazione spesso sono viste da molti come un elemento che contempla nuovi adempimenti, ma hanno come obiettivo la semplificazione della burocrazia e seppur lentamente stanno prendendo la giusta direzione verso un aggiornamento dei servizi offerti al cittadino ed imprese.
La firma digitale, così come la PEC, sono due servizi necessari ad oggi per tutti i cittadini e non solo per imprese e professionisti. Il loro corretto utilizzo permette di ottimizzare il tempo verso la dematerializzazione e digitalizzazione.
L'utilizzo della firma digitale negli atti e pratiche burocratiche, specie verso la PA, evita di allegare il proprio documento di riconoscimento che, come sopra evidenziato rappresenta un enorme rischio informatico per il soggetto mittente e per quello ricevente.
L'auspicio è che gli utenti tutti e anche gli enti di piccole dimensioni rendano effettivo il processo di digitalizzazione in atto per snellire gli adempimenti che gravano su ambo le parti e minimizzare i dati oggetto di trattamento, in conformità a quanto dispone il GDPR. Si ricorda che il furto di dati provoca danni non solo economici, ma anche reputazionali, oltre a tutte le possibili conseguenze che derivano dal loro utilizzo illecito.
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08-10-2025
Autore: Mirko Tarantelli - Ingegnere delle Telecomunicazioni - consulente informatico e SEO - Data Scientist
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