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Voucher digitalizzazione Lazio 2021 – Impresa 4.0


voucher digitalizzazione


Nel Piano Transizione 4.0 rientrano anche i progetti per la digitalizzazione e per l’anno 2021 le Camere di Commercio della regione Lazio hanno approvato un piano che permette alle PMI con sede nella regione Lazio di promuovere contributi a fondo perduto finalizzati all’introduzione ed utilizzo di tecnologie in ambito 4.0.

Il voucher digitale prevede contributi a fondo perduto per attività di consulenza, formazione ed acquisto di beni e servizi strumentali con una agevolazione pari al 70% delle spese ammissibili e fino all’importo massimo di 10.000 euro, ma con una spesa minima da eseguirsi pari a 3.000 euro. Tutti gli importi sono al netto dell’IVA.

Le domande dovranno essere presentate secondo le modalità descritte nel Bando dal 13 settembre al 15 ottobre 2021.

Per tutti i requisiti si rimanda al bando completo scaricabile in PDF direttamente dal sito web della Camera di Commercio di Roma.


Requisiti e tecnologie

Tra i requisiti previsti nel Bando, gli ambiti di innovazione devono comprendere almeno uno tra quelli inseriti nell’elenco 1 (Tecnologie Principali) con l’eventuale (e quindi non necessaria) aggiunta di uno o più presenti nell’elenco 2 (tecnologie accessorie).

L’elenco dei beni e servizi che permettono l’erogazione del voucher digitalizzazione per le imprese della regione Lazio è suddiviso in tecnologie principali ed accessorie.

Le Tecnologie Principali sono:

  1. robotica avanzata e collaborativa;
  2. interfaccia uomo-macchina;
  3. manifattura additiva e stampa 3D;
  4. prototipazione rapida;
  5. internet delle cose e delle macchine;
  6. cloud, fog e quantum computing;
  7. cyber security e business continuity;
  8. big data e analytics;
  9. intelligenza artificiale;
  10. blockchain;
  11. soluzioni tecnologiche perla navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
  12. simulazione e sistemi cyberfisici;
  13. integrazione verticale e orizzontale;
  14. soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
  15. soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, incluse le tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc);
  16. sistemi di e-commerce;
  17. sistemi per lo smart working e il telelavoro;
  18. soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita per favorire forme di distanziamento sociale dettate dalle misure di contenimento legate all’emergenza sanitaria da Covid-19;
  19. connettività a Banda Ultralarga;
  20. soluzioni tecnologiche per il negozio 4.0 e l’esercizio pubblico 4.0 (vetrina intelligente, sensori di presenza, analisi dei passanti, sistemi di prenotazione evoluta, servizi logistici di prossimità, big data, casse fiscali evolute).

Le Tecnologie accessorie sono:

  1. sistemi di pagamento mobile e/o via Internet;
  2. sistemi fintech;
  3. sistemi EDI, electronic data interchange;
  4. geolocalizzazione;
  5. tecnologie per l’in-store customer experience;
  6. system integration applicata all’automazione dei processi;
  7. tecnologie della Next Production Revolution (NPR);
  8. programmi di digital marketing (esclusa la mera promozione commerciale o pubblicitaria);
  9. soluzioni tecnologiche per la transizione ecologica.

Tra le spese non ammissibili sono presenti ad esempio quelle di acquisto di tablet, smartphone, spese di trasporto, vitto ed alloggio, servizi di consulenza specialistica per attività amministrative o commerciali o in materia fiscale, spese solamente pubblicitarie su Google o Facebook, servizi di acquisizione di certificazioni, servizi di supporto ed assistenza per adeguamenti a norma di legge. Sul Bando sono inserite tutte le spese non ammissibili.

Tra le FAQ (domande frequenti) è indicato che per i servizi di consulenza e formazione è necessario rivolgersi a fornitori dedicati tra cui i Competence Center, Incubatori Certificati, FABLAB, Start-Up o PMI innovative, Innovation Manager o ulteriori fornitori come lo Studio Tarantelli che nell’ultimo triennio hanno realizzato almeno tre attività tra quelle in cui si richiede il Voucher.

Per quanto concerne invece i fornitori di beni e servizi strumentali non è richiesto alcun requisito particolare e non è presente alcun elenco dedicato.

Una importante precisazione indicata nel Bando è la possibilità di inserire tra le spese sostenute quelle a partire dal 1 gennaio 2021, con termine fino alla rendicontazione descritta nell’Art. 13 del Bando.


Quali sono le attività erogate dallo Studio Tarantelli

Tra le attività presenti nel Bando nell’elenco 1 che lo Studio Tarantelli può erogare sono sicuramente la consulenza informatica e per la fornitura di servizi quelli inerenti alla progettazione, realizzazione e configurazione di:

  1. cloud, fog e quantum computing;
  2. cyber security e business continuity;
  3. big data e analytics;
  4. soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
  5. sistemi di e-commerce;
  6. sistemi per lo smart working e il telelavoro;
  7. connettività a Banda Ultralarga;

Al fine di redigere un preventivo senza impegno richiesto nel Bando Voucher digitale 2021 è necessario a parere dello scrivente eseguire dapprima uno studio di fattibilità, per comprendere le effettive necessità di ogni PMI della regione Lazio richiedente e predisporre un piano operativo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di questa innovazione tecnologica ed introdurre nella spesa i giusti prodotti e/o servizi, valutando attentamente tutti gli step ed i costi che un progetto richiede.

Nello studio di fattibilità è presente anche una parte importante dedicata alla ricerca di fornitori di beni necessari all’innovazione tecnologica, come attrezzatura informatica, provider per gli e-commerce, cloud, connettività, etc.

Questa analisi di mercato eseguita da un consulente esperto risolve molteplici problematiche tecniche e riduce le tempistiche di valutazione del necessario che dovrà essere inserito nel progetto. Ovviamente se la PMI ha propri fornitori, potrà rivolgersi tranquillamente a loro sulla base dello studio di fattibilità eseguito.

Creare un preventivo senza una base di conoscenza è come andare da un concessionario multimarca e chiedere una qualunque auto, senza sapere se entra in garage, quanto incide nei costi, se è consona alle nostre esigenze, se è meglio sceglierla a benzina, gasolio, elettrica o ibrida. Lo studio di fattibilità permette di comprendere tutti gli aspetti del progetto, comprese le potenzialità di una PMI e quindi pianificare uno sviluppo digitale che viene agevolato con il Voucher.

Ha un costo questo studio di fattibilità? Si! L’importo verrà preventivato in base a diversi parametri dipendenti dal progetto digitale da realizzare, dalla sua complessità e da tutti gli aspetti che verranno richiesti allo Studio Tarantelli. Il preventivo che verrà redatto dopo lo studio di fattibilità sarà senza impegno nel caso in cui la PMI non risultasse idonea, decidendo ovviamente se intende proseguire o meno con le attività investendo in proprio nel progetto.

Inoltre come descritto nel Bando, tale spesa rientrando tra le consulenze, anche se pagata precedentemente alla domanda, rientra tra i costi sostenuti nel 2021 per la digitalizzazione e quindi potrà essere inserita nel totale delle spese del progetto di digitalizzazione.


Richiedi un preventivo per uno studio di fattibilità!


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09-09-2021

Autore: Mirko Tarantelli - consulente informatico e SEO - Data Scientist

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