come scegliere la connessione internet: fibra ottica e cavi di rete

Quando nel 2017 è stata scritta la prima versione di questo articolo, la domanda più frequente era quale linea ADSL scegliere. Oggi le tecnologie sono cambiate, ma la domanda di fondo è rimasta la stessa: come si sceglie una connessione internet adatta alle proprie esigenze, sapendo leggere un'offerta e verificando di ricevere ciò che si paga?

La differenza tra le architetture in fibra ottica è già trattata nell'articolo dedicato alla scelta tra la fibra ottica FTTH e FTTC. In queste pagine si affrontano invece i criteri per valutare un'offerta, gli strumenti per verificare la copertura del proprio indirizzo, le alternative dove la fibra non arriva e i diritti dell'utente quando la linea non rispetta quanto promesso.

Download, upload e latenza: cosa significano davvero

Le offerte riportano quasi sempre un solo numero, la velocità di download, cioè la capacità della linea di ricevere dati dalla rete. Si misura in megabit al secondo (Mbps) o gigabit al secondo (Gbps), e già qui nasce il primo equivoco: un bit non è un byte. Un byte è composto da 8 bit, quindi una linea da 1 Gbps non scarica un gigabyte al secondo, ma al massimo circa 125 megabyte al secondo. Allo stesso modo, un file da 1 GB richiede in teoria 80 secondi su una linea da 100 Mbps, e nella pratica qualcosa in più.

Il secondo valore, quasi sempre relegato nelle condizioni contrattuali, è l'upload: la capacità di inviare dati verso la rete. Per molti anni è stato considerato secondario, ma oggi è spesso il vero collo di bottiglia. Lo è per chi lavora in videoconferenza, per chi esegue backup su cloud o si collega in remoto ai dati aziendali, e soprattutto per chi ha un impianto di videosorveglianza IP consultabile da remoto, dove ogni telecamera invia continuamente immagini in rete. Una linea FTTC offre tipicamente un upload pari a una frazione del download, mentre una FTTH può essere simmetrica o quasi: per un'azienda o uno studio professionale questa differenza pesa più della velocità di download pubblicizzata.

Il terzo parametro è la latenza, il tempo che un pacchetto di dati impiega per andare e tornare da un server, misurato in millisecondi (ms) e spesso indicato come ping. Una latenza bassa è essenziale per telefonia VoIP, videoconferenze, desktop remoto e applicazioni interattive. Su fibra ottica i valori sono di norma molto contenuti, mentre su alcune tecnologie radio e satellitari possono crescere sensibilmente, come si vedrà più avanti.

La banda minima garantita: il numero che conta

La velocità pubblicizzata è quasi sempre preceduta dalla formula "fino a": indica il valore massimo raggiungibile in condizioni ideali, non quello che si avrà ogni giorno. Il dato che tutela davvero l'utente è la banda minima garantita, cioè la soglia sotto la quale l'operatore si impegna a non scendere, sia in download che in upload.

È questo il valore da confrontare tra offerte diverse, ed è questo il riferimento per far valere i propri diritti se la linea non funziona come dovrebbe. Lo si trova nelle condizioni dell'offerta e nella carta dei servizi dell'operatore: se non è chiaramente indicato, è bene chiederlo per iscritto prima di firmare.

Prima di firmare: verificare la copertura del proprio indirizzo

La stessa offerta può dare risultati molto diversi in due strade vicine, perché dipende dalla rete effettivamente presente al singolo numero civico. Per questo il primo passo non è scegliere l'operatore, ma capire quali tecnologie sono disponibili.

Lo strumento pubblico di riferimento è la Broadband Map dell'AGCOM, il sistema nazionale di mappatura delle reti di accesso a internet: inserendo l'indirizzo si visualizzano le tecnologie presenti e le relative fasce di velocità. È una verifica che richiede pochi minuti e che evita molte delusioni.

Dal 2026 questa verifica è diventata anche un obbligo per gli operatori. L'articolo 13 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, ha modificato l'articolo 98-quaterdecies del Codice delle comunicazioni elettroniche, imponendo ai fornitori di accesso a internet di indicare al consumatore le tecnologie di rete disponibili al suo indirizzo e le relative prestazioni, mettendo in evidenza quelle più performanti, sulla base dei dati della mappatura nazionale. Come chiarito dall'Autorità nella circolare del luglio 2026, il regime sanzionatorio si applica dal 20 giugno 2026. In pratica, chi si sente proporre una FTTC quando al proprio civico è disponibile la FTTH ha oggi uno strumento in più per accorgersene.

Nella FTTC la distanza conta ancora

Con l'ADSL la velocità reale dipendeva dalla distanza dalla centrale; con la FTTC dipende dalla distanza dall'armadio di strada, perché l'ultimo tratto resta in rame e il segnale si attenua rapidamente con la lunghezza del doppino. Lo scrivente, in molti anni di collaudi, ha verificato linee vendute a 20 Mbps che non superavano i 3-4 Mbps reali: la tecnologia è cambiata, ma il principio no. Una FTTC "fino a 200 Mbps" può fornire valori molto inferiori se l'armadio è lontano, mentre nella FTTH, dove la fibra arriva fino all'abitazione, questo problema non si pone.

Nella FTTH conta l'impianto interno

Con la fibra fino a casa il limite si sposta spesso all'interno dell'edificio: un Wi-Fi datato o un cablaggio inadeguato possono annullare buona parte dei vantaggi di una linea da 1 Gbps. Per questo, nei condomini e negli edifici nuovi o ristrutturati, è importante verificare la presenza dell'infrastruttura prevista dalla normativa, trattata nell'articolo sull'etichetta di edificio predisposto alla banda ultra larga, e progettare correttamente il cablaggio strutturato interno.

Quando la fibra non arriva: FWA e satellite

Il digital divide si è ridotto rispetto a qualche anno fa, ma esistono ancora zone in cui la fibra non è disponibile o non lo sarà a breve. In questi casi le alternative principali sono due.

L'FWA (Fixed Wireless Access) collega l'abitazione alla rete tramite un ponte radio: un'antenna installata all'esterno dell'edificio dialoga con una stazione radio base dell'operatore, a sua volta collegata alla rete in fibra. Le prestazioni dipendono dalla distanza dalla stazione, dalla presenza di ostacoli lungo il percorso e dal numero di utenti collegati alla stessa cella. Per questo è sempre consigliabile un sopralluogo tecnico prima dell'attivazione, e una verifica dei valori minimi garantiti, in particolare in upload.

La connessione satellitare è la soluzione per i luoghi più isolati, ma è importante distinguere tra due sistemi. I satelliti geostazionari orbitano a circa 36.000 km dalla Terra: il segnale deve percorrere quattro volte questa distanza tra andata e ritorno, e la sola fisica impone una latenza di circa mezzo secondo, a cui si sommano i tempi di elaborazione: un valore poco adatto a videoconferenze e VoIP. Le costellazioni in orbita bassa, a poche centinaia di chilometri di quota, riducono la latenza a valori molto più vicini a quelli delle reti terrestri. In entrambi i casi vanno valutati il costo del terminale, la sensibilità alle condizioni meteorologiche e le eventuali politiche di gestione del traffico previste dal contratto.

Misurare la linea e far valere i propri diritti

Gli speed test che si trovano online danno un'indicazione utile, ma il risultato dipende da molti fattori estranei alla linea: il Wi-Fi, il computer utilizzato, gli altri dispositivi collegati in quel momento. Per una misura attendibile occorre collegare il computer al router con un cavo di rete.

Per una misura con valore legale esiste MisuraInternet, la piattaforma dell'AGCOM realizzata con la Fondazione Ugo Bordoni. Oltre a uno speed test online, mette a disposizione gratuitamente il software Ne.Me.Sys., che esegue una serie di misure certificate e rilascia un attestato sulla qualità della connessione.

Se le misure certificate risultano inferiori ai valori minimi garantiti, la delibera AGCOM 244/08/CSP (art. 8, comma 6) consente all'utente di presentare un reclamo circostanziato all'operatore, allegando il certificato e chiedendo il ripristino dei livelli minimi. Se entro 30 giorni dal reclamo il servizio non rientra nei valori garantiti, l'utente può recedere dal contratto senza costi.

Un dettaglio procedurale fa spesso la differenza: il reclamo va inviato all'operatore, e conservato, prima di qualsiasi altra iniziativa. Le decisioni dei Corecom mostrano che le richieste di indennizzo possono essere respinte quando la misura viene prodotta solo in sede di conciliazione, senza un reclamo precedente: è il caso, ad esempio, della delibera n. 31/25 del Corecom Campania. Per le altre situazioni di disservizio è utile la guida su come risolvere i problemi con l'operatore telefonico.

Il router: l'anello spesso dimenticato

Anche la linea migliore può essere penalizzata da un router inadeguato o mal configurato. Grazie alla delibera AGCOM 348/18/CONS l'utente è libero di utilizzare un apparato di propria scelta, come spiegato nell'articolo sull'abolizione dell'obbligo del router dell'operatore. Per le aziende la scelta del router, della rete interna e della sicurezza perimetrale va affrontata in fase di progettazione, non dopo l'attivazione della linea.

In sintesi

  1. Verificare la copertura del proprio civico sulla Broadband Map dell'AGCOM e chiedere all'operatore quali tecnologie sono disponibili.
  2. Confrontare la banda minima garantita, in download e in upload, e non solo la velocità "fino a".
  3. Valutare l'upload e la latenza in base all'uso reale: smart working, videosorveglianza, cloud, VoIP.
  4. Considerare l'impianto interno: Wi-Fi, cablaggio e router possono limitare anche la linea più veloce.
  5. Dove la fibra non arriva, valutare FWA e satellite conoscendone limiti e prestazioni.
  6. In caso di problemi, misurare con Ne.Me.Sys. e inviare un reclamo scritto all'operatore prima di ogni altra azione.

In questo articolo non si citano operatori né marchi di apparati: per deontologia professionale lo Studio Tarantelli non li inserisce nei propri contenuti, anche se le offerte sul mercato sono numerose e molto diverse tra loro.

Per una consulenza sulla scelta della connessione più adatta alla propria attività o alla propria abitazione, per il collaudo di una linea o per la progettazione di una rete informatica cablata o wireless, è possibile contattare lo Studio Tarantelli.

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Autore: Mirko Tarantelli - Ingegnere delle Telecomunicazioni - consulente informatico e SEO - Data Scientist

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