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Richiesta ed utilizzo dei tabulati telefonici e data retention

tabulati telefonici e telematici - data retention

Il proliferare di reati informatici e violazioni telefoniche ha portato nelle aule di tribunale sia in sede civile che penale all’utilizzo sempre più massivo di dati riferiti a tabulati telefonici.

I dettagli delle numerazioni in comunicazione in quel momento con data, ora e per i dispositivi mobili anche della localizzazione della cella agganciata del cellulare, sono tra i dati più richiesti nelle indagini forensi.

Con il termine di "data retention" si intende la modalità di trattamento e mantenimento dei dati relativi al traffico telefonico e telematico da parte degli operatori di telecomunicazioni.

Ma quali sono i termini in Italia a disposizione degli inquirenti e legali per la richiesta di questi dati?


La giurisprudenza fino all’11 dicembre 2017

Fino all’11 dicembre 2017 era in essere l’art. 132 del D.Lgs 196/2003 (legge sulla privacy), dove al comma 1 indicava che "…i dati relativi al traffico telefonico, sono conservati dal fornitore per ventiquattro mesi dalla data della comunicazione, per finalità di accertamento e repressione dei reati, mentre, per le medesime finalità, i dati relativi al traffico telematico, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni, sono conservati dal fornitore per dodici mesi dalla data della comunicazione."

Pertanto i dati telefonici potevano essere mantenuti per 24 mesi e quelli telematici 12.

Ma chi può richiedere i tabulati telefonici?

Al comma 3 del medesimo D. Lgs. si indica "Entro il termine di cui al comma 1, i dati sono acquisiti presso il fornitore con decreto motivato del pubblico ministero anche su istanza del difensore dell'imputato, della persona sottoposta alle indagini, della persona offesa e delle altre parti private. Il difensore dell'imputato o della persona sottoposta alle indagini può richiedere, direttamente al fornitore i dati relativi alle utenze intestate al proprio assistito con le modalità indicate dall'articolo 391-quater del codice di procedura penale, ferme restando le condizioni di cui all'articolo 8, comma 2, lettera f), per il traffico entrante."


La giurisprudenza attuale dal 12 dicembre 2017

Nella legge n. 167 del 20 novembre 2017 nell’articolo 24, è presente una nuova regolamentazione in materia di conservazione dei dati sul traffico telefonico e telematico, che basandosi sulla direttiva europea del 15 marzo 2017 sulla lotta contro il terrorismo e repressione dei reati in questo settore, ha previsto di garantire strumenti di indagine per il contrasto a tale fenomeno, stabilendo che tale periodo debba essere prorogato a 72 mesi, ovvero a 6 anni, in deroga al sopra citato art. 132 e relativi commi del codice in materia di protezione dei dati personali 196/2003 e successive modificazioni indicate nei provvedimenti milleproroghe.

Il Garante della Privacy ha espresso i suoi dubbi e le problematiche per l’estensione di tale periodo, anche considerando la quantità di dati da mantenere e trattare, oltre ad un possibile uso indiscriminato della conservazione e dell'accesso, che dovrebbe essere a suo giudizio dedicato ai soli casi riconducibili a reati di terrorismo ed altri indicati nelle apposite leggi già in vigore.


Suggerimenti utili sull’utilizzo dei data retention

In questo testo non si vuole entrare nei pareri politici della legge 167/2017, ma sull’importanza di utilizzare correttamente questi dati che spesso non sono presi in considerazione per le lungaggini burocratiche nei processi italiani, dove possono rilevarsi molto utili nella risoluzione di casi molto complessi.

A livello tecnico e leggendo attentamente la nuova legge in vigore, si ipotizza che a partire dal 12 dicembre 2017 tutti i dati siano sottoposti ad una conservazione di 72 mesi, al contrario di quelli antecedenti, visto che era in vigore la precedente giurisprudenza.

Sicuramente nei prossimi mesi ed anni sorgerà l'esigenza di verificare tabulati telefonici e telematici di date a cavallo delle due normative e non sarà semplice per i legali, PM, giudici e consulenti tecnici (di parte e d'ufficio) analizzarli.

Pertanto è importantissimo considerare questa novità legislativa per i casi in questione.

Nel nostro studio professionale si rivolgono molte persone che hanno subito reati in materia di informatica e telecomunicazioni e spesso non hanno potuto avere accesso ai propri tabulati telematici (o telefonici) perché il periodo stabilito precedentemente risultava oltrepassato, mentre con tale adeguamento è possibile ricorrere a dati utilissimi che possono scagionare o evidenziare fatti che sono avvenuti o meno con la sola analisi di un consulente forense.

E' sicuramente consigliato sia ai legali che a tutti i cittadini di richiedere quanto prima (nei casi dovuti) questi dati, perché potrebbero risolvere velocemente questioni delicate e spesso irrisolte, riducendo l’iter giudiziario con l’ausilio di strumenti oggettivi ed inconfutabili per:

  1. La verifica sull’utilizzo dei telefoni fissi e mobili per chiamate ed SMS;
  2. La geolocalizzazione dei dispositivi mobili;
  3. Verifica di accesso a PC, notebook, tablet, smartphone, etc;
  4. Verifica di invio e/o ricezione di email, files etc;

L’ausilio di un consulente tecnico di parte è fondamentale per instradare il corretto iter tecnico-legale sia alla parte lesa che al proprio avvocato, indirizzandoli verso una strategia oggettiva che possa dimostrare l’estraneità o meno dei fatti, coadiuvando anche tutte le attività richieste da un eventuale CTU nominato dal giudice.

Se hai domande in merito o necessiti di una consulenza, contattaci mediante l’apposito form.

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15-02-2018

Autore: - consulente informatico e SEO